• Prolasso Uro-Genitale
  • Incontinenza Urinaria
  • Vescica Iperattiva
  • Ritenzione Urinaria
  • Incontinenza Fecale
  • Dolore Pelvico Cronico
  • SEF, BFB e Kinesiterapia

Dolore pelvico cronico

dolorepelvico

La sindrome del dolore pelvico cronico è un insieme di sintomi caratterizzato da dolore cronico in sede pelvica con possibili irradiazioni alla regione lombare, ai genitali esterni, alla vagina e vulva, all’inguine, alla regione sovra-pubica, al sacro-coccige, alla radice delle cosce della durata di almeno 6 mesi.

 Si riscontrano diverse condizioni cliniche quali:

  • Dispareunia

  • Vestibulite vulvare/Vulvodinia

  • Sindrome uretrale

  • Cistite interstiziale

  • Mialgia tensiva del piano perineale: sindrome dell’elevatore dell’ano; coccigodinia; proctalgia fugax

  • Colon irritabile

  • Lombalgia

  • Cicatrice dolorosa

  • Nevralgia del pudendo

Si riscontra maggiormente nelle donne. La conseguenza più frequente ad uno stimolo irritativo è la contrattura dei muscoli perineali.

Nella maggior parte dei casi la diagnosi è 'ad esclusione' e si giunge ad essa dopo circa 4 anni e aver consultato 8 specialisti.

Questa sindrome può risultare molto invalidante in quanto, oltre al dolore fisico, si ha una sofferenza psicologica che causa alterazioni nella vita dei pazienti, i quali possono presentare ansia, depressione, limitazione sociale, disfunzioni sessuali, e impedimenti nelle attività quotidiane.

DISPAREUNIA

Viene definita come rapporto sessuale doloroso ed è distinta in:

  • Primaria o secondaria
  • Superficiale: il dolore è localizzato all’inizio della vagina, appena avviene la penetrazione. Le cause possono essere vaginismo ( una contrazione dei muscoli perineali che impedisce di avere rapporti completi), quadri flogistici come la vestibulite vulvare, traumi da parto (ad es episiotomia), quadri distrofici soprattutto in menopausa
  • Profonda: il dolore compare con la penetrazione profonda e tocca il collo dell’utero e il dolore è localizzato nella parte bassa dell’addome. Le cause possono essere endometriosi, adenomiosi, aderenze, ecc.
  • Isolata o associata (ad altre patologie come cistite post-coitale, stipsi, emorroidi, ecc.)

Tra le cause psicologiche si riscontrano: ansia, stress, mancanza di autostima, tensioni della coppia, assenza di desiderio.

VESTIBOLITE VULVARE

Per vestibolite vulvare si intende infiammazione della mucosa del vestibolo della vagina ovvero dei tessuti che si trovano all’entrata della vagina.

I sintomi principali sono:

  • Rossore della mucosa della vulva all’interno delle piccole labbra e intorno al bordo esterno dell’imene associato a spasmo dei muscoli perivaginali.
  • Bruciore nei punti corrispondenti alle ore 5 e alle ore 7 dove sboccano i dotti delle ghiandole del Bartolini
  • Dolore ai rapporti sessuali

Le cause possono essere di varia natura: infettiva (es. candida, escherichia coli, ecc), meccanica (es. dispareunia), chirurgica (es. episiotomia), chimica (es. saponi, creme, ecc), ma principalmente la causa è una risposta esagerata agli stimoli infiammatori su base genetica.

L’anamnesi sessuale indica dispareunia, scarso desiderio sessuale, difficoltà di eccitazione, difficoltà di orgasmo e vaginismo.

SINDROME URETRALE

La sindrome uretrale presenta i seguenti sintomi:

  • Pollachiuria: emissione con elevata frequenza di piccole quantità di urina
  • Urgenza minzionale: stimolo minzionale irrefrenabile e aumento della frequenza degli atti minzionali
  • Disuria: emissione di urine con difficoltà non sempre associata a dolore
  • Dolore sovrapubico
  • Dispareunia: rapporto sessuale doloroso

Essendo la causa ignota si pensa che possa insorgere conseguentemente a:

  • Infezioni
  • Traumi genitali
  • Allergie
  • Alterazioni anatomiche delle basse vie urinarie
  • Causa psico-somatica
  • Iperattività della muscolatura perineale che provocherebbe ischemia locale che causa dolore e in grado di innescare un automantenimento dell’iperattività in grado di inibire il muscolo detrusore (muscolo che circonda la vescica) aggravando così la disuria
  • Fibrosi periuretrale

CISTITE INTERSTIZIALE

La sindrome della cistite interstiziale è caratterizzata da urgenza minzionale, pollachiuria e dolore sovra-pubico che dura da almeno un mese e mezzo. Si pensa sia causata da una ridotta impermeabilità dell’epitelio della mucosa vescicale che comporta l’assorbimento dell’urea in maniera significativa.

Il dolore si riscontra  al riempimento della vescica e scompare o si riduce dopo la minzione, è localizzato a livello vescicale, uretrale, vaginale, perineale, prostatico, testicolare, perianale, addominale e lombo-sacrale e può comparire singolarmente o associata. Il dolore può risultare talmente forte che neppure i normali farmaci per il dolore possono attenuarlo. Ciò impedisce al paziente affetto di svolgere una vita regolare sia a livello lavorativo che relazionale e sessuale.

Ancora non si è giunti a capire quale sia la causa della cistite interstiziale ma si pensa che abbia un’eziologia multifattoriale, le ipotesi più accreditate sono:

  • Alterazione degli strati di rivestimento dell’urotelio
  • Mastocitosi: eccessivo accumulo di mastociti (gli attivatori della flogosi acuta)
  • Risposta autoimmune
  • Infiammazione neurogena
  • Cistiti batteriche

Questa sindrome può essere associata ad altre patologie come: la sindrome da stanchezza cronica, sindrome dell’intestino irritabile, emicrania, endometriosi, fibromialgia, prostatiti croniche, Lupus eritematoso, vulvodinia e disfunzioni del pavimento pelvico.

Non tutti i medici sono a conoscenza di questa sindrome infatti i pazienti impiegano circa 5 anni per arrivare alla diagnosi. 

MIALGIA TENSIVA

Quando la muscolatura del pavimento pelvico diventa iperattiva può causare dolore pelvico cronico. In base al muscolo interessato si possono avere sintomi dolorosi con irradiazione varia.

Le sindromi più comuni sono:

  • Sindrome dell’elevatore dell’ano: il dolore è riferito alla vagina, retto, sacro e nella zona lombo-sacrale. La defecazione e la posizione seduta risultano alquanto fastidiose.
  • Coccigodinia: un trauma è la causa più frequente, nella maggiorparte dei casi si evidenzia un’anomala mobilità del coccige che innesca uno stato infiammatorio cronico che scatena il dolore. La deviazione della posizione del coccige causa iperattività dei muscoli deputati alla sua stabilizzazione.
  • Proctalgia fugax: è uno spasmo doloroso dell’elevatore dell’ano senza una causa conosciuta che dura qualche istante e compare improvvisamente in pieno benessere.

COLON IRRITABILE

Questa patologia è caratterizzata da dolore addominale e disturbi dell’alvo che perdurino da più di 3 mesi. Il dolore viene riferito principalmente all’addome ma anche alla zona lombare e alle cosce. I pazienti lamentano l’alternanza di stipsi e diarrea e riferiscono attenuazione del dolore dopo la defecazione. Molto frequentemente in questi pazienti si osservano psicopatologie e stress psico-fisico.

LOMBALGIA

Il dolore addominale può essere causato dalla lombalgia. Spesso è accompagnata a irritabilità e depressione. Molti pazienti affetti da dolore perineale riferiscono lombalgia.

CICATRICE DOLOROSA

Può derivare dall’episiotomia o da interventi chirurgici al pavimento pelvico. Solitamente il dolore non compare a riposo anche se la posizione seduta può innescarlo. Si associa a dispareunia, defecazione dolorosa e stipsi in quanto il dolore della cicatrice produce contrazione muscolare di difesa del piano perineale. Ciò spiega la frequente associazione alla mialgia tensiva del pavimento pelvico e/o sindrome uretrale.

NEVRALGIA DEL PUDENDO

E’ una patologia molto dolorosa, la causa non è ancora del tutto chiara ma si pensa derivi dall’intrappolamento del nervo pudendo. I sintomi più diffusi sono bruciore, intorpidimento, fastidio localizzato e percezione di freddo. La percezione del dolore è maggiore in posizione seduta, ma anche la posizione eretta, se mantenuta a lungo, può risultare fastidiosa, mentre a letto, i sintomi scompaiono o si attenuano. Il percorso del nervo pudendo comprende la zona perineale, genitale e anale per cui i sintomi sono localizzati in queste sedi e possono essere unilaterali o bilaterali. I pazienti che soffrono di nevralgia del pudendo possono avere disturbi durante minzione, la defecazione e l’atto sessuale, nel sesso maschile si riscontra spesso difficoltà di erezione. Le cause scatenanti possono derivare da: un parto, un intervento chirurgico, un trauma ma può anche insorgere senza un motivo apparente. Anche il protrarsi della posizione seduta per lavoro, gli sport che coinvolgono le gambe, i viaggi lunghi possono causare questa condizione dolorosa in quanto, i muscoli e i tendini creano un attrito continuo sul nervo pudendo scatenando dolore. 

 

 

REFERENZE

 

Vescica iperattiva

Vescicaiperattiva

Per vescica iperattiva si intende la circostanza in cui sono presenti sintomi come l’urgenza minzionale irrefrenabile e l’aumento della frequenza degli atti minzionali, in concomitanza o meno ad incontinenza urinaria da urgenza. Può succedere che il muscolo detrusore della vescica si contragga autonomamente e determini uno stimolo impellente ad urinare prima che la vescica si sia riempita a volumi normali. Per fare diagnosi di vescica iperattiva bisogna escludere infezioni delle vie urinarie, ostruzioni dell’ultimo tratto dell’apparato urinario, tumori della vescica, prostata ingrossata, utilizzo di farmaci scatenanti la patologia, consumo eccessivo di alcool e caffè.

Può essere espressione di instabilità detrusoriale e in questo caso viene definita “motoria”(alterata contrattilità o iperattività del detrusore). Al contrario si può avere una urge incontinence “sensitiva” quando si sente l' impellente bisogno di urinare  a bassi riempimenti vescicali indipendentemente dall’attività contrattile detrusoriale.

I sintomi sono: 

  • urgenza: improvviso desiderio di urinare difficile da rinviare;
  • aumento della frequenza degli atti minzionali: percezione di svuotare la vescica troppo spesso nelle 24 ore (8 volte al giorno è la soglia di normalità);
  • nicturia: necessità di alzarsi una o più volte durante la notte per svuotare la vescica.

Questi sintomi possono verificarsi singolarmente o in combinazione, ma l'urgenza deve essere sempre presente per confermare la diagnosi di Vescica Iperattiva.

Vescicaiperattivatesto

La Vescica Iperattiva compare quando l’interazione tra le strutture deputate al riempimento e lo svuotamento vescicale è anomala. Normalmente l’ urina viene prodotta dai reni, passa attraverso gli ureteri per poi arrivare in vescica, la quale si espande e quando raggiunge il livello soglia manda stimoli nervosi al cervello per iniziare la minzione. A questo punto gli stimoli nervosi coordinano la contrazione del muscolo vescicale (il detrusore) e il rilassamento dei muscoli che circondano il collo vescicale e l’uretra in modo da poter espellere l’urina.

Essendo la Vescica Iperattiva una condizione cronica, la causa dell’origine può essere molteplice: alterazioni del riflesso menzionale associati o meno a disturbi miogeni, psicogeni o comportamentali (depressione e ansia in particolare).

In Italia colpisce più di 3 milioni di persone (il 17% delle persone adulte) con un pesante impatto sulla qualità della vita: continui risvegli notturni o la ricerca ossessiva di un bagno in situazioni poco opportune. A causa di questo problema, a livello psicologico possono insorgere ansia, senso di isolamento, depressione, perdita di autostima, alterazione della vita sessuale, limitazioni nel lavoro o nella vita sociale. Non meno importante l’aspetto economico di questo problema, in quanto i pazienti devono ricorrere a presidi come pannolini/assorbenti da acquistare autonomamente.

 

 

REFERENZE

  • P. Di Benedetto - Riabilitazione uro-ginecologica - Seconda edizione, Edizione Minerva Medica, 2004

  • www.informazionimediche.com - Vescica iperattiva: cause e rimedi

 

Incontinenza fecale

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L’incontinenza fecale è l’incapacità di eliminare le feci e i gas in situazioni socialmente accettabili. Rappresenta un problema assai imbarazzante da impedire una normale vita sociale e limita pesantemente le attività relazionali e lavorative.

 

  1. L’incontinenza è di origine mucosa e ano cutanea quando è secondaria ad interventi sull’ano e sul retto. 
  2. L’incontinenza di origine muscolare si riscontra nelle lesioni chirurgiche dell’apparato muscolare.
  3. L’incontinenza di origine neurologica si presenta in diverse patologie neurologiche per compromissione a livello midollare e/o encefalico.
  4. L’incontinenza idiopatica si manifesta per lo più in pazienti di sesso femminile. La muscolatura pelvica è rilassata e di consistenza molle.

Di seguito un elenco dei sintomi riscontrabili:

  • Incapacità di giungere in tempo in bagno
  • Biancheria sporca
  • Diarrea
  • Stipsi
  • Dolori addominali
  • Gonfiore addominale

Le possibili cause sono:

  • Post chirurgica: a seguito di interventi sul colon o chirurgia proctologica
  •  traumi ostetrici
  • Lesioni del midollo spinale
  • Patologica: diabete mellito, morbo di Crohn, sindrome del colon irritabile, Alzheimer
  • Stipsi

 

 

REFERENZE

  • P. Di Benedetto - Riabilitazione uro-ginecologica - Seconda edizione, Edizione Minerva Medica, 2004

 

Ritenzione urinaria

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La minzione è il risultato di due importanti fattori: la contrazione vescicale e la diminuzione delle resistenze uretrali. Per ritenzione urinaria si intende la presenza di urina in vescica con conseguente incapacità della stessa di svuotarsi. La ritenzione urinaria è più frequente nel sesso maschile: la causa più comune è la prostata ingrossata. In presenza di ritenzione urinaria la vescica è maggiormente soggetta ad infezioni causate dal ristagno dell’urina. La forma cronica si manifesta in modo graduale e progressivo con disturbi della minzione di lunga durata.

I sintomi includono:

  • Flusso urinario debole con frequenti interruzioni

  • Sforzo per urinare

  • Sensazione di non aver svuotato completamente la vescica

  • Incapacità di urinare (ritenzione urinaria completa) 

La diminuzione di contrattilità vescicale è il meccanismo fisiopatologico più frequente.

La ritenzione urinaria può presentarsi in forma acuta, in cui vi è un’improvvisa incapacità alla minzione, o più frequentemente in forma cronica, preceduta da un periodo di disturbi minzionali come mitto debole o intermittente, senso di svuotamento incompleto con comparsa di residuo post minzionale. La ritenzione può essere completa, quando vi è impossibilità totale di mingere, e incompleta, quando le minzioni sono conservate ma è presente un residuo vescicale elevato.

Ritenzioneurinariaprostata

Le cause più comuni di ritenzione urinaria possono essere di natura:

  • Ostruttiva (es. ingrossamento prostatico)
  • Neurogena:  una disfunzione a livello degli stimoli nervosi inviati dalla vescica al cervello può comportare eccessivo riempimento della vescica stessa senza ricevere lo stimolo dello svuotamento
  • Psicogena: l’incapacità di distendere il pavimento pelvico può dare origine a ritenzione urinaria funzionale
  • Infettiva
  • Post chirurgica (es. anestetici, eventi traumatici)
  • Farmacologica (es. antipsicotici, morfina, anestetici)
  • Idiopatica

 

 

REFERENZE

  • P. Di Benedetto - Riabilitazione uro-ginecologica - Seconda edizione, Edizione Minerva Medica, 2004

  • www.medtronic.it - Ritenzione urinaria

Incontinenza urinaria

Incontinenzaurinaria

Si definisce la continenza urinaria come la capacità di rinviare a piacimento la minzione e di espletarla in condizioni di convenienza igienico-sociale: ciò è indice di integrità anatomica e funzionale delle vie urinarie inferiori (Di Benedetto, Riabilitazione uro-ginecologica).

Si definisce l’incontinenza urinaria (IU) come l’emissione involontaria di urina in luoghi e tempi inappropriati. Tra i fattori di rischio emergono:

  • Sesso: negli ultrasessantenni le donne hanno una probabilità doppia di soffrire di incontinenza rispetto agli uomini;
  • Età: la probabilità di incontinenza aumenta con l’avanzare dell’età;
  • Parto: il danno da parto è considerato come la principale causa dell’incontinenza da sforzo e la sua entità è direttamente proporzionale al numero di gravidanze;
  • Menopausa: essa comporta la riduzione degli estrogeni che causa la riduzione della lunghezza dell'uretra
  • Obesità
  • Fumo, alcol e caffè
  • Gravidanza
  • Neuropatie

Nella donna la continenza urinaria viene meno quando la pressione vescicale supera quella uretrale o quando il collo vescicale non rimane chiuso.

Incontinenzasforzo

L’incontinenza urinaria può essere classificata:

  1. IU goccia a goccia
  2. IU da sforzo
  3. IU da urgenza
  4. IU mista da sforzo e da urgenza
  5. IU funzionale

Nel dettaglio le sopracitate tipologie:

  1. IU goccia a goccia: si ha quando il liquido urinario fuoriesce al massimo livello di riempimento vescicale. Può essere espressione di incontinenza da rigurgito, a vescica piena e ad un eccessivo aumento della pressione intravescicale. Le cause possono riguardare un deficit sfinterico con riduzione delle resistenze uretrali o perdita della “funzione serbatoio della vescica” per cause funzionali o organiche, o ritenzione cronica d’urina.
  2. IU da sforzo (o da stress): rappresenta la forma più comune di incontinenza urinaria (circa il 55% dei casi). È la perdita involontaria di urina conseguente a tosse, ponzamento, sforzo o comunque ad improvviso aumento della pressione addominale. La perdita si ha quando la pressione vescicale supera, a causa di quella addominale, la pressione uretrale. Tutti gli sforzi che provocano un brusco aumento della pressione addominale come ridere, starnutire, camminare ecc., possono determinare incontinenza. Il problema risiede nel collo vescicale per la dislocazione dell’uretra, del collo della vescica o dovuta alla rottura dei legamenti pubo-uretrali.
  3. IU da urgenza (o “urge-incontinence”): perdita involontaria di urina associata ad intenso stimolo minzionale non procrastinabile. Rappresenta il 30% dei casi di incontinenza. Si può associare alla Vescica Iperattiva. Può essere" motoria" quando si riscontra iperattività del detrusore o "sensitiva" quando vi è la sensazione di minzione irrefrenabile a bassi riempimenti vescicali in assenza di attività contrattile del detrusore.
  4. IU mista: concomitante presenza di incontinenza da stress e da urgenza.
  5. IU funzionale: riguarda l’ambito geriatrico, sono quelle condizioni che impediscono al paziente di non riuscire a riconoscere lo stimolo minzionale o di raggiungere in tempo il bagno a causa di limitazioni motorie. Le cause che inducono a questo tipo di incontinenza possono essere confusione, demenza, vista scarsa, mobilità limitata, ansia (ad esempio i pazienti affetti da Alzheimer o Parkinson). 

 

 

 

REFERENZE

  • P. Di Benedetto - Riabilitazione uro-ginecologica - Seconda edizione, Edizione Minerva Medica, 2004

 

Prolasso uro-genitale

Prolasso

Per prolasso urogenitale si intende la discesa verso il basso di vagina (colpocele), vescica (cistocele), utero (isterocele), retto (rettocele) o anse intestinali (enterocele). In base al livello di discesa si definiscono tre gradi:

  

  • Prolasso di primo grado: la discesa non supera il terzo medio del canale vaginale (è sempre indicata la riabilitazione perineale);

  • Prolasso di secondo grado: la discesa raggiunge l’introito del canale vaginale (la riabilitazione perineale risulta utile);

  • Prolasso di terzo grado: la discesa supera l’introito vaginale (riabilitazione perineale propedeutica all’intervento chirurgico e risulta utile nella fase post-chirurgica).

Possono manifestarsi associazioni variabili a seconda degli organi coinvolti.

prolasso1                                  prolasso2

 

prolasso3                                  prolasso4

Questa alterazione si manifesta principalmente dopo la menopausa a causa del deficit estrogenico e nel periodo del post-parto in cui influiscono i fattori ostetrici ma può comparire anche nelle nullipare.

Il problema si fonda sul cedimento delle strutture di sostegno e di sospensione: gli organi vengono mantenuti all’interno del bacino grazie al sostegno di muscoli del pavimento pelvico e ad un sistema di sospensione costituito da tessuto connettivo; con il passare degli anni la muscolatura diventa meno tonica e lo strato di connettivo si assottiglia causando il cedimento.

Prolassi utero-vaginali possono essere ben tollerati , ma si possono manifestare situazioni molto disturbanti in cui si riscontrano senso di pesantezza ai quadranti addominali inferiori, senso di protrusione, dolore pelvico, dispareunia (disturbo doloroso che compare durante l’attività sessuale), difficoltà di evacuazione, ristagno post-minzionale e incontinenza urinaria.

I fattori responsabili del prolasso sono spesso analoghi a quelli dell’incontinenza urinaria infatti la concomitanza di prolasso e turbe vaginali è molto frequente.

Le cause principali sono:

  • Fattore genetico

  • Numero di parti e gravidanze

  • Lacerazioni del perineo

  • Età

  • Menopausa

  • Obesità

  • Vita sedentaria

  • Sport ad alto impatto

  • Bronchite cronica

 

 

REFERENZE

  • P. Di Benedetto - Riabilitazione uro-ginecologica - Seconda edizione, Edizione Minerva Medica, 2004